Numeri numeri e numeri. Il comune cittadino, il “non addetto ai lavori”, guarda gli open data e vede solo numeri. Certo, i dati sono aperti, accessibili a tutti, universalmente disponibili.
Sono open come promette il nome stesso. Ma spesso restano difficili da leggere e da interpretare. Così gli open data, per una strana eterogenesi dei fini, rischiano di essere affare per pochi. Quasi paradossalmente, le loro stesse caratteristiche possono renderli ostici per un pubblico più ampio, ovvero per i cittadini. Rimangono dati aperti, fruibili senza restrizioni, ma frequentati effettivamente solo da esperti, da specifici portatori di interessi, da ricercatori e da giornalisti, da qualche amministratore che ha il bisogno di approfondire.
Questo portale ha l'ambizione di inaugurare una nuova fase per gli open data, scommettendo sul loro potenziale civico, sul ruolo che possono avere per tutta la cittadinanza. Questa operazione si concretizza in una serie di inedite narrazioni che vengono proposte all'utente: pagine in cui, a partire dagli open data e da altri dati statistici, vengono rappresentate alcune tematiche che riguardano la città e le attività della sua amministrazione. Ecco che i dati prendono anima! Ecco che acquisiscono un senso percepibile, diventano comunicativi. I dati non solo vengono raccolti e rappresentati con l'ausilio di immagini, di grafici e di tabelle, ma anche spiegati da alcuni autorevoli esperti che guidano il lettore alla loro scoperta. Affrontano temi come l'efficacia organizzativa, i servizi per famiglie e per anziani, la composizione demografica di Udine, lo stato della sua economia. Si può allora percepire come i dati possono dare nuovi spunti per la comprensione della città, come possono diventare utili per una partecipazione il più possibile informata e consapevole.
Sia beninteso: dei classici open data non si è perso nulla, anzi. Udine ha ormai una tradizione pluriennale di pubblicazione di dati pubblici che prosegue e si rafforza in questo portale. Nella preparazione di questo sito è stato fatto un grande lavoro di pulizia dei dati: i data set sono stati meglio classificati e sono aumentati di numero, hanno tutti un'introduzione costituita da una scheda sintetica, omogenea e descrittiva dei contenuti e delle principali caratteristiche dei dati. Riguardano una moltitudine di categorie: territorio e ambiente, demografia, prezzi, imprese, lavoro, istruzione, giustizia, trasporti, turismo, amministrazione comunale. Possono essere scaricati dall'utente in vari formati (csv, xls, pdf, xml) e rielaborati. Si è però andati oltre, grazie alla possibilità di affidarsi a narrazioni trasversali che conducono più facilmente all'interno delle diverse categorie.
Si tratta quindi di un portale che permette una lettura a due livelli. Il primo livello è quello classico: permette a ricercatori, imprese, appassionati e nerd di trovare i dati grezzi e di elaborarli a loro piacimento dando vita ad analisi più interessanti, servizi migliori, ricerche più corroborate. Il secondo livello è nuovo: permette anche a comuni cittadini di incuriosirsi, di interrogarsi su come i dati posso essere uno strumento utile per monitorare le attività dell'amministrazione e della macchina burocratica, per essere protagonisti consapevoli. Il valore degli open data della pubblica amministrazione non è soltanto economico, scientifico o tecnologico, ma prettamente civile.
Con questa innovazione crediamo di aver tenuto fede alla visione originaria del movimento degli open data: rendere la pubblica amministrazione il più possibile leggibile ai cittadini, permeabile sia in termini di trasparenza sia di partecipazione, anche attraverso il ricorso alle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Gabriele Giacomini
Assessore all'Innovazione del Comune di Udine